giovedì 11 agosto 2011

CONSIGLI DI SPOSA PER LA SCLETA DELL'ABITO... by E&G

Uno dei momenti clou del matrimonio è la scelta dell’abito da sposa…ma non e un compito semplice perché racchiude in se un alto valore simbolico, un mondo di emozioni, sentimenti, fantasie, curiosità… e realtà.

Ogni futura sposa si immagina un vestito unico e magari stravagante ma di solito tutto cambia nel camerino di prova: l’abito sognato e immaginato da tanto tempo si rivela inadatto; emerge al suo po
sto un altro che veste di meraviglia.
L'abito deve essere innanzi tutto comodo. Durante le prove, si deve indicare alla sarta qualsiasi dettaglio che può creare fastidio o incertezza sulla sua vestibilità, in modo da non avere problemi durante la cerimonia.
Importante e indossare lo stesso reggiseno che si porterà durante la cerimonia.
Per valutare bene l'effetto finale, si deve provare l'abito con tutti gli accessori. Non si deve dimenticare di scattare una foto per farla vedere alla parrucchiera e alla truccatrice in modo che anche l’acconciatura e il make-up scelto sia in tono con l’abito.                     
LO STILE:
1) ROMANTICO: lavorazioni di merletto, pizzo, decorazioni floreali, ricami di perline-bustini attillati e volumi extra large delle gonne che mettono in risalto spalle e décolté e creano un effetto scenografico, adatto ai fisici particolarmente magri.
2) SENSUALE: linee sinuose e morbide, lavorazioni di seta e pizzo, trasparenze, tubino aderente-la femminilità è sottolineata da tessuti che mettono in evidenza le forme del corpo, grazie alle linee semplici ed elegantissime, essendo raccomandato alle spose con un punto vita sottile.
3) ORIGINALE: lavorazioni di tessuti diversi, intarsi di pizzo ricamati con perline e strass, decorazioni con piccoli fiocchi, gonne corte al ginocchio oppure tailleur con gonna o pantalone, proponendo abiti completati da boleri che seguono la linea dell’abito oppure la gonna al ginocchio che viene interpretata in tanti modi diversi: plissettata o a balze, con ruches o volants. Decisamente da evitare l’abito corto se non avete gambe perfette.
4) SOBRIO: corpetti aderenti e gonne a tubo, linee essenziali, pochi ricami-lo stile è lineare, i drappeggi si trasformano in perfette geometrie. Se sei ragazza di tendenza, le applicazioni a effetto floreale o geometrico faranno al caso tuo.
5) MAESTOSO: gonna ampia e vaporosa, molti ricami preziosi, volant, grandi fiocchi.
IL MODELLO DELL'ABITO DA SPOSA

Se non sei molto alta o se la tua figura è abbastanza sottile, stai attenta ai romantici abiti a campana: tendono a rimpicciolire. Le gonne vaporose ed ampie non funzionano se la tua altezza non è vertiginosa, perciò devi indossare delle scarpe dai tacchi più alti possibili, compatibilmente con le tue necessità di comfort.
Se sei magra, meglio scegliere una linea morbida. Ti starà bene un abito con un giacchino dalla forma geometrica o con una gonna a più strati fermati da una cintura rigida in vita.
Se hai delle forme un po' troppo rotonde, una scollatura elegante è l'ideale per evidenziare il tuo décolleté. Per mimetizzare i fianchi larghi, punta su un abito stile impero, con il punto vita sotto il seno, con un tessuto che cade leggermente.

La lunghezza dell'abito e variabile, secondo le esigenze della sposa: lunghi con lo strascico, midi, al ginocchio, mini. Con l'abito corto prevale la semplicità della linea, valorizzata da un tessuto e dagli accessori più ricercati. Questo sarebbe particolarmente indicato per le spose sportivissime, abituate a vestire in jeans o pantaloni, e che si sentirebbero a disagio con il lungo. In questa scelta giocano un peso determinante le gambe che, necessariamente, devono essere ben tornite. L'abito lungo invece punta sul carattere piuttosto romantico della donna e si trova in una varietà di modelli, colori che riflettano la personalità della sposa e al tempo stesso ne mette in risalto i tratti più belli. Modelli
Il modello Ottocento
simile ai bei vestiti delle principesse delle fiabe, ha un bustino aderentissimo di dimensioni regolabili e la gonna gonfia. Un tempo si dava volume alla sottana sostenendola con sistemi tutt'altro che comodi. Oggi esistono pratiche e gradevoli sottogonne in tulle, con grandi volants, leggerissime. E' il modello più adatto, anche a spose non esilissime, sconsigliati invece a chi non è molto alta .
Il modello stile Impero si ispira all'epoca di Napoleone Bonaparte. Ha una linea elegantissima, con un taglio semplice che rende sontuosita' alla donna, pero' non è facile da indossare e non a tutte sta bene. Ottimo sarà su una donna molto magra, con poco seno e molto aggraziata che potrebbe permettersi un lungo strascico che valorizzi ulteriormente l'eleganza del vestito, che su una sposa in dolce attesa, che vuole mascherare la propria rotondità.
Il modello peplo, simile alla tunica delle donne dell'antica Grecia, è un abito lineare, taglio essenziale minimalista, arricchito da drappeggi che lo rendono particolarmente elegante e sofisticato .Sta molto bene a chi ha un fisco relativamente asciutto e fianchi poco pronunciati
Viviamo in un'epoca in cui la grazia, íl fascino e l'eleganza dominano in tutti i campi e principalmente in quello del vestito.
Mai innamorarsi di un modello prima di aver visionato l'effetto su di sé. Non è detto che debba essere necessariamente virginale, ma se non si sente spiritosa, se non ha dentro di sé quel "inside sexy" vissuto con umorismo e garbo, meglio evitare gli abiti sensuali e maliziosi delle grandi "femmes fatales" del cinema francese.
LA TINTA
La tradizione vuole che l'abito sia lungo e bianco, colore che simboleggia la purezza, ma oggi si accettano anche abiti corti e in tinte pastello e ultimamente la tavolozza dei colori si e' arricchita delle nuance oro e rosa, a seconda della propria personalità, del colore della pelle e dei capelli oppure della luce, sia naturale che artificiale. In alcuni modelli, le tinte chiare degli abiti vengono contrastate da finiture e nastri di colore intenso.
Scegliere il colore sbagliato può compromettere tutto l’insieme:
Le donne con la pelle più ambrata possono tranquillamente puntare sul colore mentre per le spose un po’ “pallide” si suggerisce il bianco avorio, l’ecrù o le tonalità pastello lievemente più intense, che indicano la raffinatezza.
IL TESSUTO
In cattedrale di mattina si deve indossare un abito di una certa importanza , con tessuti anche sfarzosi, in raso pesante, mikado o duchesse.
Per una cerimonia pomeridiana in città e consigliabile abiti dalle linee fluide e tessuti leggeri , come il crepe de Chine, la georgette, il cady o il raso leggero, mentre per la messa nella chiesetta di campagna, di pomeriggio, sarà perfetto l’abito romantico e vaporoso, in voile, chiffon o faille.
In municipio è preferibile l’abito corto, perfetto il tailleur, anche pantalone, nei toni del bianco, del crema, dell’avorio, dell’écru o pastello; chi lo vorrà , potrà tuttavia vestire l’abito lungo. In questo caso un cappello intonato può prendere il posto del classico velo.

martedì 9 agosto 2011

Tutto sul matrimonio....By Mariangela e Marco

 Alcune informazioni relative al rito civile e il rito religioso....


Per la Cerimonia in Municipio:


 La funzione sarà celebrata nel comune di uno dei 2 sposi e presieduta dal Sindaco o Ufficiale di Stato Civile (si può chiedere anche di una persona specifica), alla presenza di non più di 2 testimoni che sottoscriveranno, insieme agli sposi, l’atto di matrimonio. Prima però si provvede alla lettura degli articoli del codice a cura del celebrante. Si può fare richiesta per poter celebrare il rito anche al di fuori del propria città o paese, ma prima bisogna ottenere il consenso dal proprio comune di residenza. La richiesta dovrà pervenire in forma scritta e quest’ultimo, dopo l’ok, informerà l’altro comune della volontà degli sposi. Tenete presente che: non si celebrano matrimoni alla domenica ma solo da lunedì a venerdì e al massimo fino a sabato mattina. Il luogo sarà la Sala comunale o laddove è possibile si possono utilizzare delle chiese sconsacrate adibite per il rito civile.

Il galateo dice che: l’abbigliamento sarà sobrio, elegante e non necessariamente bianco. È concesso il bouquet ma purtroppo il velo no perchè si addice per i riti religiosi così come l’ingresso solenne con il corteo. Per lo sposo è preferibile l’abito scuro. 


DOCUMENTI PER IL RITO CIVILE

Certificato contestuale, da richiedere al comune di residenza, è un certificato cumulativo che contiene: residenza, cittadinanza e stato libero.
Estratto per riassunto dell’atto di nascita, da richiedere in carta semplice nel comune in cui si è nati.
Pubblicazioni, si ottengono presentando all’Ufficio di Stato Civile la documentazione in presenza di due testimoni.
Certificato di avvenuta pubblicazione rilasciato dal Comune scaduti i termini per l’affissione delle pubblicazioni, ha una durata di 180 giorni e va consegnato all’Ufficiale di Stato Civile per fissare la data del matrimonio.
Casi particolari
fotocopia del congedo militare, richiesto per lo sposo che non ha compiuto i 25 anni. 

Per la Cerimonia in Chiesa:

Vi suggeriamo ciò che il galateo dice in merito alle disposizioni dei posti in chiesa:
dal lato sinistro si disporranno i parenti ed i conoscenti della famiglia di lei.
Dal lato destro quelli di lui.
Da entrambi i lati il primo banco è riservato a genitori e fratelli; secondo per nonni e zii; terzo per ospiti d’onore e tutti gli altri a seguire.
La funzione religiosa è un momento molto toccante e tutto da vivere; Tutta la preparazione e i preparativi che per mesi hanno tenuto impegnati gli sposi si concretizzano col rito sacro e culminano con lo scambio degli anelli. La massima tranquillità è il consiglio migliore che possiamo darvi in modo da assaporare a 360° attimo per attimo, con mente lucida, ogni passo della cerimonia e conservarlo a lungo nella proprio mente. Fate tutto con calma, sia quando pronuncerete la frase per il fatidico sì, sia per lo scambio degli anelli. È vietato per gli invitati applaudire, in chiesa è fuori luogo ma riservate l’applauso per quando gli sposi, ormai marito e moglie, avranno firmato il registro, insieme ai testimoni, e usciranno sul sagrato dove li aspetta il tipico lancio del riso. Sarebbe cosa gradita se gli sposi si facessero carico di preparare dei semplici sacchetti o piccoli contenitori in cartone per contenere il riso o petali di fiori; parenti ed amici provvederanno poi a distribuirli a quanti vorranno partecipare al lancio.
Gli sposi dovranno poi provvedere ad una offerta libera per la Chiesa.

DOCUMENTI PER IL RITO RELIGIOSO
Oltre ai documenti necessari per il rito civile sono indispensabili:
Certificato di battesimo, da richiedere presso la chiesa in cui si è stati battezzati.
Certificato di cresima, da richiedere presso la parrocchia dove si è ricevuto il sacramento.
Certificato di stato libero ecclesiastico, da presentare se uno dei due sposi abbia vissuto per più di un anno, dopo il 16° d’età, fuori della propria Diocesi.
Attestato di frequenza ai corsi di preparazione al matrimonio, che si svolgono in modo differente in ogni parrocchia.
Pubblicazioni religiose: sono esposte per otto giorni nelle parrocchie dei due sposi e in quella dove si svolgerà la cerimonia religiosa.
Certificato di avvenuta pubblicazione, rilasciato dal parroco una volta scaduti i termini dell’affissione delle pubblicazioni.
Stato dei documenti, rilasciato alla coppia che vuole sposarsi in una chiesa al di fuori della parrocchia di appartenenza e quindi consegnato al parroco della chiesa prescelta.
 

Buone Ferie...

Ciao a tutti,
Vado in ferie per un pò, ma i nostri autori continueranno a pubblicare ciò che vorranno sulla nostra bacheca di consigli.
Leggerò le vostre mail, e vi seguirò un pò a distanza, ma state tranquilli torno presto... le ferie sono brevi purtroppo!
Vi auguro buone vacanze e al mo rientro vi prometto che avremo anche una pagina Facebook di "Consigli per gli sposi".
Baci a tutti!
Mau

sabato 6 agosto 2011

Prima tappa Giro d'Italia in 60 bomboniere

Sabato 9 Luglio

Abbiamo attaccato sulla macchina tutti i loghi dei nostri sponsor, poi via verso Genova!
Sulla A7 abbiamo visto dei getti d’acqua (gli irrigatori dei campi) che formavano tanti fugaci arcobaleni con la luce del Sole, visibili solo per qualche secondo mentre noi passavamo vicino. Impossibili da fotografare, meravigliosi da vedere.
Usciamo a Genova Est per andare verso Serra di Cicagna, un frazione arroccata su di una collina in Valfontanabuona. Lì, sulla strada stretta in salita, ci aspetta Franziska Cecia Barbazià (Francesca Barbagelata)  con le sue due dolci bambine, Emma e Dalia, rispettivamente di 9 e 3 anni, i suoi due cani ed il suo gatto. Tutte ci accolgono calorosamente e dopo averle conosciute un po’, parlando con Francesca e giocando con le piccole, ci portano in una trattoria lì accanto a mangiare dei buonissimi taglierini al pesto, profumatissimi.
Dopo il pranzo torniamo a casa per vedere il laboratorio di Francesca, nulla di più di una stanza divisa dalla stanza giochi delle bambine da una libreria. Francesca ci racconta della passione delle sue bambine per ficcare le ditine dentro alle sue creazioni non ancora cotte chiedendo -si può toccare?-
Emma e Dalia sono molto fortunate perché attorno a casa hanno uno spazio abbastanza grande all’aperto dove giocare e vivono in un posto abbastanza isolato, lontane dai pericoli della città.


Francesca è molto anticonvenzionale, la si può definire uno spirito libero, la tipica donna che sarebbe finita sul rogo per direttissima, bruciata per stregoneria, e un po’ della strega sicuramente ce l’ha: le piace andare in giro a piedi nudi, coltiva erbe aromatiche, prepara misture, sente molto forte il legame con la Madre Terra e trasmette l’amore per la natura alle famiglie. Amore su cui abbiamo delle riserve, perché? Ero in casa a giocare con le bimbe in modo da permettere a Francesca e Maurizio di poter terminare di fare le foto, e c’era un vampiro che ci ronzava attorno, la volevo acchiappare, ma la piccola Dalia mi ha detto di non farlo perché quella era una zanzara buona. Che fosse un animale di famiglia o qualche zia strega sotto incantesimo? Non so, ma la sanguisuga mi ha mangiato comunque. Francesca però, insieme ad una sua amica, pare che portino avanti una vera e propria “tradizione stregonesca”, infatti si dice che le donne di Cicagna, in Val Fontanabuona, fossero tutte streghe, cosa confermata da alcune fonti del tardo XVII secolo e dimostrerebbe l’esistenza di una vera e propria setta, se volete saperne di più vi rimandiamo a questo LINK
Volete conoscere meglio Francesca? Ecco a voi l’intervista che le abbiamo fatto in un filmato con tante foto sue

creazioni (e con due foto delle sue bimbe)!


Queste creature del bosco
han deciso di radunarsi
attorno alle pietre in questo paniere

Un piccolo calderone traboccante di ciondoli!
Questi specchietti decorati
in cernit sono disposti a formare
il simbolo della Dea Madre
Dopo avere salutato tutte e tre, siamo ripartiti verso La Spezia, dove avevamo la camera per la notte. 
Sulla strada abbiamo deciso di provare a vedere le Cinque Terre, ma… diciamo che vi sconsigliamo di andarci in macchina, perché i parcheggi sono pienissimi e per potersi spostare da una terra all’altra sarebbe meglio avere a disposizione un’automobile piccola (perché le strade sono strette anche se a doppio senso di marcia), ma potente (perché le risalite hanno messo a dura prova la nostra piccola lancia Ypsilon). Come ci è stato detto in seguito, il modo migliore per visitare le Cinque Terre è col treno o, in alternativa, con i traghetti che partono appositamente dalla Spezia.  
Verso sera siamo arrivati a La Spezia, il porto era pieno di grandi navi della marina militare! Trovare parcheggio per fortuna è stato semplice, perché in città dalle 20 del sabato a alle 8 del lunedì i posti normalmente a pagamento sono gratuiti.

A Francesca abbiamo chiesto anche di darci la ricetta del vero pesto genovese, eccovi gli ingredienti, così potrete provarlo buono come quello abbiamo mangiato noi:
Basilico (Ocimum Basilicum) - 50 grammi di foglioline di basilico possibilmente giovane e fresco
Olio extravergine di oliva - ½ bicchiere
Formaggio grattugiato - 6 cucchiai da cucina di Parmigiano Reggiano o Grana Padano e 2 di Pecorino(romano, toscano, sardo o siciliano).
Aglio - 2 spicchi
Pinoli - 1 cucchiaio da cucina
Noci (facoltative, in sostituzione ai pinoli)
Sale

A voi piacciono i detti e i dialetti? A Noi molto, quindi abbiamo chiesto a Francesca anche di condividere con noi alcuni modi di dire delle sue parti:

A mëgio mëxinn-a a l'è o decotto de cantinn-a.
La miglior medicina è il "decotto" di cantina

L'è mëgio ëse cöa de grigoa che cû de lion.
È meglio essere la coda di una lucertola che il sedere di un leone.

Pestâ l'ægua in to mortä.
Pestare l'acqua nel mortaio, perdere tempo

Sciûsciâ e sciorbî no se pêu.
Soffiare e succhiare non si può.


Cicagna però ha anche un’altra storia molto carina da raccontare, ringraziamo Francesca per avercela mandata e vi consigliamo di leggerla:

La cicogna dei bambini
Questa novella … ha avuto il suo inizio nel lontano 1922 quando nelle mani della allora direttrice delle poste di Cicagna Signora Mara Colotto, arrivò una lettera indirizzata alla CICOGNA DI VIA DEI CIELI e per puro caso o forse no, questa lettera indirizzata alla cicogna arrivò a cicagna. La signora colotto da subito fu tentata al voler aprire quella simpatica busta per capire cosa si chiedeva alla cicogna, dopo alcuni tentennamenti si decise ad aprirla e fu così che aprendo quella busta trovò un messaggio alla cicogna da parte di un bambino di nome Gianni che chiedeva un fratellino. Colpita dal messaggio la Cicogna di Cicagna impersonata da Mara Colotto, rispose e forse per caso oppure no quel desiderio fu esaudito, la notizia si fece largo e di li a poco incominciarono ad arrivare lettere alla Cicogna di Cicagna da molte parti d’Italia e del mondo
La direttrice delle poste nel 1960 andò in pensione e la corrispondenza continuò cambiando negli anni diverse cicogne, le lettere continuarono ad arrivare da tutte le parti del mondo, lettere molto significative delle quali se ne possono trovare una rappresentazione nella mostra allestita annualmente a metà luglio dal Comune in occasione della festa dedicata proprio al mondo del Bambino.
Ancora oggi la cicogna continua a rispondere perché  arrivano ancora lettere a lei indirizzate e lei, la cicogna, giustamente cerca di accontentare i bimbi che chiedono il fratellino o la sorellina.
A seguito del pensionamento della direttrice postale, nel 1960 la storia delle lettere divenne in poco tempo di pubblico dominio fra i Cicagnini e fù così che Cicagna si attivò subito con una sorta di comitato  capitanata da Roberto Foppiano, cultore di storia locale, decidendo di erigere una sorta di monumento a ricordo di questa bella novella,  costruire quindi una cicogna per far sì che diventasse una sorta di simbolo di Cicagna.
Venne coinvolto Ivan Palazzolo che realizzò i disegni e un ragazzo che faceva il fabbro per la sua realizzazione, quel ragazzo era  Bacigalupo Davide conosciuto come “Gira”, mise anima e corpo nel realizzare il monumento, curandolo proprio nei minimi particolari.
Nel 1962 la cicogna venne posizionata sulla torre civica e da allora vigila il paese di Cicagna e dove ancora oggi arrivano lettera al suo indirizzo:
La Cicogna  - Via dei Cieli n.5 – 16044 Cicagna (GE).

Adessi vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo post, nel quale parleremo del primo degli sponsor che ci hanno ospitato durante il viaggio: Monteverdi Resort a La Spezia.

venerdì 5 agosto 2011

Giro d'Italia in 60 bomboniere

Ciao a tutti, siamo Chiara e Maurizio, due giovani di Milano che dopo 6 anni di fidanzamento, hanno deciso di sposarsi e vorremmo raccontarvi la storia che ci ha portato a voler intraprendere il giro d'Italia in 60 bomboniere. Viaggio che vi racconteremo dando risalto alle cose che vi consigliamo di visitare e a quelle che potete evitare ^^
All’inizio abbiamo avuto l’idea di organizzare delle nozze con lo sponsor, ovvero di fare pubblicità a tutti coloro che, con un contributo, avessero deciso di supportarci per il grande giorno.
Ma la cosa più originale che abbiamo pensato è stata un’altra: su facebook sono presenti migliaia creative, donne e ragazze, appassionate e artigiane che si incontrano, in un mondo di piccoli oggetti, bijoux, ricami, dentro al quale cercano di farsi conoscere, di imparare, di trovare spazi per esprimersi. Chiara fa parte di questa comunità, per questo abbiamo provato a chiedere a tutte loro se ci fossero 60 ragazze disponibili a fare per noi una bomboniera ciascuna. Ogni bomboniera sarebbe così stata diversa dalle altre, frutto di abilità e di passioni differenti.
La risposta della comunità delle creative è stata eccezionale: in pochi giorni sono arrivate richieste di partecipazione da tutta Italia, e noi, felicissimi, abbiamo cominciato a guardare le foto con le bomboniere proposte. Raccogliendo tutte queste manifestazioni d’affetto, delle piccole opere d’arte, ci siamo resi conto della conseguenza più unica che questo nostro progetto avrebbe comportato…
Non solo queste sarebbero state bomboniere fatta a mano con tanto amore, ma ognuna di esse sarebbe stata a tutti gli effetti un piccolo pezzo di Italia. Le creative che hanno deciso di aiutarci vengono infatti da ogni angolo del paese: Acireale, Bologna, Pescara, Roma, Lecce, Ancona, Napoli, Asti…e siamo solo all’inizio.

Una volta realizzato questo fatto, abbiamo deciso che non potevamo perdere un’occasione così speciale, un modo unico per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Così, invece di farci spedire le bomboniere qui a Milano, abbiamo stabilito che andremo noi personalmente a ritirarle, per conoscere queste 60 donne fantastiche, visitando il nostro paese in un modo mai sperimentato prima: seguiremo le tracce di chi crede nell’amore. 60 storie di donne italiane ci mostreranno le gioie e le difficoltà del vivere oggi in questa nazione.
A questo punto vorremmo far sapere che in Italia c’è ancora chi crede nell’amore, nel futuro, nella solidarietà. Secondo noi gli Italiani hanno bisogno oggi più che mai di ricominciare a sognare e a sperare. Per questo ci piacerebbe molto fare al Paese questo regalo per il suo anniversario: un sogno che si realizza!
Sareste disposti ad aiutarci a raccontare questa storia?
Grazie mille per l’attenzione.
Volete seguire le nostre avventure e conoscere meglio i nostri sponsor e le nostre creative? Nulla di più facile, basta cliccare Chiara e Maurizio, nozze da sogni con lo sponsor

Chiara Gori e Maurizio Squadrito
ciaoooooooooooooo alla prossima

mercoledì 27 luglio 2011

Sono Anna,
sposata da poco più di un anno e vorrei spostare la vostra attenzione su un aspetto del matrimonio a cui nessuno pensa… o almeno, io ci sono stata dentro con i tempi per un pelo… avevo organizzato tutto, ma mi ero dimenticata la burocrazia: Quindi, ecco tutta la trafila da fare per sposarsi in chiesa (passo dopo passo): Corso per Fidanzati (Prematrimoniale): tempistiche assolutamente diversi da Parrocchia a Parrocchia.
Lo si può frequentare ovunque e anche separatamente! Rivolgersi prima di tutto al proprio parroco (parroco di residenza) al quale si comunica l'intenzione di sposarsi e dove (nel caso sai fuori dal comune di residenza). Prenotazione Chiesa: dipende da città in città. Informarsi con larghissimo anticipo. Rivolgersi alla parrocchia dove si è ricevuto il Battesimo, per richiedere il Certificato Contestuale ad uso matrimonio di Battesimo e Cresima (ora anche riportati su un unico documento avuti al momento stesso) ; Portare al parroco il "certificato di Battesimo e Cresima così da poter iniziare l'iter burocratico. A meno di sei mesi dalla data scelta il parroco vi fisserà un appuntamento e potrete fare il Consenso Religioso (1 ora circa). Alla fine vi verrà consegnato il certificato "richiesta delle pubblicazioni" da portare nel vs Comune di residenza e in Chiesa. Rivolgersi prima telefonicamente al comune di residenza per avere info e poi recarsi lì per il Consenso Civile e Pubblicazioni e richiedere il certificato Contestuale (estratto di nascita, residenza, cittadinanza su foglio unico che a volte viene fatto direttamente dal comune). Dal giorno dopo, in Comune, partono le pubblicazioni per una decida di gg circa e dopo 15 dovrete andare a ritirare il certificato di "avvenute pubblicazioni senza alcun problema" (consegnando la loro ricevuta) da portare naturalmente al Parroco. Portate la "richiesta di pubblicazioni" presso la parrocchia di residenza e attendete anche quì circa 15 giorni.
Come sopra ritirate il certificato di avvenute pubblicazioni senza complicazioni. La richiesta di pubblicazione ha una validità di 6 mesi e in media ci si impiega tre mesi per fare tutto. Costi (ai miei tempi): 15,00 + 30,00 in Comune, 15,00 in Curia, offerta libera per Parroco/Chiesa per preparazione documenti, Corso Prematrimoniale, celebrazione messa. Nel caso vi sposiate in un COMUNE DIVERSO portare il tutto al Parroco il quale prepara una busta da portare in Curia per avere il premesso di sposarsi fuori dal comune di residenza. Andare in Curia (tutto in mattinata), e portare al vs Parroco una busta che loro vi hanno rilasciato. Il vs Parroco vi consegna la busta definitiva da portare nella Chiesa in cui vi sposerete (alla quale dovrete allegare l'attestato del "Corso Prematrimoniale.)
CONSENSO CIVILE Dopo il Consenso Religioso (Promessa di Matrimonio) effettuato presso la vs Parrocchia, con il certificato da qest'ultima rilasciato e chiamato "Richiesta pubblicazioni da farsi alla casa comunale", vi recate (sempre meglio chiamare prima) presso il vs Comune (senza alcun testimone: nn servono più - a discrezione del comune-) per il Consenso Civile (Euro 15.14) e la richiesta del "Certificato Contestuale" -che non sempre viene chiesto- (Euro 30,28 - certificato che contiene le seguenti informazioni anagrafiche: residenza, cittadinanza, stato civile, esistenza in vita, anagrafico di nascita) da consegnare in Parrocchia. E' possibile presentarsi in Comune anche senza il proprio partner, ma con una delega da lui firmata, la copia del documento di Identità valido, la copia del codice fiscale e la Richiesta di Pubblicazione del Parroco. Da quel momento per 15 giorni verranno esposte le vs pubblicazioni, mentre il 16 giorno potrete ritirare il nulla osta per il Parroco affinchè il matrimonio ecclesiastico sia valido agli effetti civili.

Ciao a Tutti!



Mi chiamo Roberto, per gli amici Bobo!

Volevo ringraziarvi di questa opportunità!

Ho vissuto sulla mia pelle cosa significa essere uno sposo, non è facile ve lo assicuro!

Sono qui per dare ascolto e consigli a tutti i ragazzi che come me stanno per vivere questa "terribile" esperienza!

A Presto!